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giovedì 16 novembre 2017

Il futuro della moda italiana. Quali strategie per crescere nel mercato italiano e internazionale

Pambianco Strategie di Impresa – società di consulenza specializzata nel settore lifestyle – in occasione della 22° edizione del Fashion & Luxury Summit organizzato in partnership con Deutsche Bank, ha analizzato le strategie a disposizione delle aziende per poter continuare a crescere a livello mondiale.

I lavori si sono aperti con il saluto di Raffaele Jerusalmi, CEO di Borsa Italiana e l’intervento di Flavio Valeri, Chief Country Officer Italia di Deutsche Bank, che ha evidenziato come il mercato del lusso nel 2017, dopo un anno di stabilizzazione, sia tornato a crescere e che il “made in Italy” si conferma ancora una volta uno dei settori più importanti e vivaci per l’economia italiana. Il nuovo trend che stiamo osservando, ha spiegato Valeri, è il passaggio dal concetto di “see now, buy now” ad un’esperienza di acquisto sempre più personalizzata e “custom made”, che, se da una parte soddisfa le richieste dei consumatori, dall’altra richiede interventi organizzativi complessi da parte delle aziende.

Il Convegno è quindi entrato nel vivo con la presentazione della ricerca sviluppata da Pambianco e presentata da David Pambianco, CEO dell’omonima società, dal titolo: “La rivoluzione digitale e l’impatto sulle aziende”.
L’analisi condotta da Pambianco attraverso un questionario ad un campione di aziende che complessivamente sviluppano un fatturato di 8 mld di euro, ha evidenziato come il digital ha ridotto la distanza tra brand e consumatore.
I millennials (21-37) sono i protagonisti di questa rivoluzione e rappresentano ¼ del mercato e si stima che in 5/7 anni arriveranno al 40%. Per risultare vincenti in questo momento di repentini cambiamenti le aziende devono operare su più aree: la gestione del brand e la sua comunicazione, l’offerta di prodotto, i canali di vendita e l’organizzazione interna. Con 3,4 mld di smartphone connessi al mondo, oggi il 90% dei fashion brand è attivo sui social network ed ha l’esigenza di produrre costantemente contenuti nonché di creare connessioni con gli influencer. In termini di prodotto, inoltre, dal 2012 al 2017 le uscite di ogni collezione sono passate da 3 a 5. Analizzando i canali di vendita si registra un forte rallentamento dell’espansione retail, e si ragiona sempre di più in termini multi-channel. La sfida è rafforzare la coerenza fra i diversi touch point in cui il brand dialoga con il consumatore: sito internet, e-store, profili social e retail offline dovranno sempre più essere in connessione fra loro. Oggi il 62% delle aziende intervistate ha implementato una strategia omnichannel in cui la rete di negozi è collegata alla piattaforma online e ben il 79% delle stesse ha adottato sistemi di CRM. Concludendo, per gestire questi nuovi processi l’azienda deve rafforzare il proprio team inserendo figure professionali nuove come il fashion content creator, il digital merchandiser e il digital marketing specialist.

A seguire Annarita Pilotti, Presidente di Assocalzaturifici, ha presentato i dati e l’approccio specifico al tema del settore calzaturiero.

A chiudere la fase introduttiva della mattinata Francesca Di Pasquantonio, Head of Global Luxury Research di Deutsche Bank, ha quindi presentato una ricerca che ha evidenziato come il settore globale del lusso stia registrando una decisa crescita e si avvii a chiudere il 2017 con una progressione del 6/7% a tassi costanti rispetto allo scorso anno, in accelerazione rispetto alle previsioni di alcuni mesi fa e trainando con se il Made in Italy. Il fulcro della crescita continua ad arrivare dalla Cina, che rappresenta più di un terzo della domanda, ma si registrano anche un ritorno del consumatore europeo, una crescente spinta dal travel retail e un protagonismo dei Millennials, non solo in quanto consumatori, ma anche in virtù del loro potere di ispirare le scelte d’acquisto della ben più facoltosa generazione X. Pur in crescita, la domanda diventa quindi più complicata da soddisfare, con un consumatore più evoluto, esigente, delocalizzato e differenziato per età e provenienza, e ciò spiega perché si assista a dinamiche di mercato sempre più concorrenziali e a una polarizzazione dei risultati e delle proposte, che in molti casi stanno premiando scelte aziendali e creative forti. La forza del “Made in Italy” e la presenza di numerosi brand e aziende medio-piccole con moltissimo potenziale di sviluppo, insieme a una manifattura di qualità e all’artigianalità tradizionalmente radicate nei territori, sono in questo contesto dei punti di forza per l’Italia. Ma c’è bisogno di uno sforzo di sistema per rispondere in maniera adeguata alle sfide globali le risorse, le idee, i talenti e i marchi italiani che non possono farlo individualmente, in modo da convertire il potenziale in risultati.

Il Summit è quindi proseguito con gli interventi face to face in cui Enrico Mentana, direttore del TG di La7 e moderatore della giornata, si è confrontato dapprima con Andrea Guerra, Presidente esecutivo di Eataly, sulla case history di successo che sta trainando il food italiano sui mercati internazionali e, in seguito, con Sara Bernabè, Country Manager Italia di Premier Tax Free, sul ruolo del turismo internazionale e sulla corretta gestione commerciale dei suoi flussi che diverrà sempre più fondamentale per i luxury brand.

La mattinata è quindi proseguita con l’intervista a Giuseppe Zanotti, Presidente e Fondatore di Giuseppe Zanotti, che ha condiviso la sua esperienza di designer ed imprenditore alla guida di un’azienda di successo.

Marco Grieco, EY Advisory Fashion & Luxury Leader Italia, Spagna, Portogallo e Franco Di Rosa, EY Branding and Communication Leader, Italia, Spagna, Portogallo hanno illustrato il futuro del branding: dai valori intangibili alla gestione di una complessità tangibile.
In un contesto di mercato in cui la parola d’ordine è Digital Transformation, hanno focalizzato l’attenzione non solo sui processi ma anche su come si trasformano il branding e la comunicazione. Un momento di condivisione e riflessione su quali siano gli aspetti più rilevanti nella relazione marca e cliente e, soprattutto, quale ruolo giocherà nel futuro il punto vendita, un luogo in forte evoluzione che sta assumendo sempre maggiore rilevanza fra i touchpoints di una customer experience olistica.

La giornata, dopo il coffee break, ha ripreso con il face to face fra Mentana e Hans Hoegstedt, CEO di Miroglio Fashion per poi proseguire con l’intervista a Giovanni Zoppas, Vice Presidente esecutivo di Marcolin Group.

Il programma ha poi proposto un’intervista a due voci che ha messo a confronto Andrea C. Bonomi, Founder and Managing Principal di Investindustrial e Marco De Benedetti, Managing Director and Co-head of Carlyle’s European Buyout Group, sul ruolo dei private equity per supportare lo sviluppo delle imprese.

Winston Cheng, President of International JD.com ha quindi presentato la propria realtà, tratteggiando i key trends dell’e-commerce sul mercato cinese e spiegando come un corretto posizionamento online possa contribuire a posizionare un brand del lusso su questo mercato dal grande potenziale.

A chiudere la vivace mattinata di interventi è stato Patrizio Di Marco, Consulente e board member di alcuni gruppi della moda e del lusso, che ha illustrato quali saranno le principali sfide ed opportunità che dovranno affrontare nei prossimi anni le aziende italiane del settore.



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