News & Eventi

mercoledì 4 novembre 2020

Intervento di Roberto Parazzini, Chief Country Officer Italia di Deutsche Bank, agli “Stati Generali delle Pensioni”

Università Bocconi, 4 novembre 2020

Carissimo Rettore, Signor Governatore, cari studenti, illustri relatori e gentili partecipanti che ci seguite in streaming, vi ringrazio per aver accettato l’invito all’edizione 2020 degli Stati Generali delle Pensioni, una tappa importante della Deutsche Bank Chair in Quantitative Finance and Asset Pricing del prof. Carlo Favero, a cui rinnoviamo i nostri sinceri ringraziamenti per l’impegno e per i risultati scientifici raggiunti. 

E’ un’importante occasione di lavoro e di confronto per fare il punto sul tema della previdenza, che Deutsche Bank ha l’onore di presentare.

Il termine Previdenza deriva dal verbo latino prae-videre: essere previdenti significa essere capaci di considerare adeguatamente le necessità del futuro.
Purtroppo il contesto di questi giorni rende molto difficile guardare al futuro, ma nel contempo sempre più necessario.

La previdenza è uno strumento di tutela. Il più importante, quello a cui si dovrebbe iniziare a pensare sin da giovani. E questa è una delle ragioni per cui gli stati generali delle pensioni si svolgono proprio in questo luogo, l’Università Bocconi.

E’ un obiettivo che si raggiunge mettendo innanzitutto al sicuro la propria salute, come bene primario di ogni individuo e proteggendosi da rischi di carattere sanitario, non solo durante questa terribile epidemia, ma lungo l’intero corso della propria vita.

Uno degli strumenti per raggiungere questo obiettivo può essere il reddito: si comincia da ragazzi con qualche lavoretto saltuario e soprattutto con l’aiuto di genitori e parenti; lo si produce poi da adulti, per sé e i propri cari, grazie all’attività lavorativa e alla valorizzazione del patrimonio; e lo si assicura in età avanzata, in forma di rendita, grazie ai contributi accantonati durante il proprio percorso professionale.

La previdenza è un atto d’amore e di responsabilità, ancora prima di un’esigenza sociale: la serenità per la seconda parte della nostra vita si costruisce adesso.
E’ dovere di noi istituti finanziari, delle accademie, delle istituzioni, fornire stimoli e soluzioni per aiutare i cittadini a riflettere sul domani e a costruirsi un futuro migliore del presente.
La buona notizia è che l’Italia dispone di diversi strumenti; non tutti godono di salute, ma i correttivi sono a portata di mano.

Nel sistema pubblico, la spesa per la previdenza è pari al 17% del PIL (ed è destinata a crescere oltre il 2% all’anno nel breve periodo), mentre la media europea si ferma al 13%.

Il tema della sostenibilità del sistema pensionistico, in Italia e nei principali paesi occidentali, è strettamente legato a quello della sostenibilità dei sistemi sanitari nazionali. Nel considerare quest’ultima si deve tener conto dei trend che tra passato, presente e futuro hanno cambiato e sempre più cambieranno il profilo della Sanità nazionale così come è stata concepita nel secondo Dopoguerra. Trend che riguardano la concezione stessa della salute nelle società, le attitudini del consumatore/paziente, la composizione della forza lavoro del comparto salute, oltre che l’innovazione tecnologica e il modo stesso in cui vengono forniti i servizi sanitari. A ciò si unisce la pressione portata dalla questione ambientale/climatica, che avrà impatti sempre più evidenti sulla salute della popolazione mondiale.

Le cose miglioreranno solo a metà del secolo, quando il sistema contributivo riguarderà tutti i cittadini del nostro paese. Ma a quel punto il numero di pensionati supererà quello della forza lavoro impiegata.

Pertanto nel frattempo, un aiuto importante può essere dato dalla previdenza integrativa, che stenta a decollare e dove lo ha fatto vede ora alcuni dei propri iscritti in difficoltà nel pagamento dei contributi. Potrebbe essere una fase temporanea generata dalla crisi economica e successivamente dal coronavirus. Ce lo auguriamo, ma il Sistema Paese e in primis la politica possono contribuire molto a rinvigorire questo recente “progetto” della previdenza complementare e ad amplificarne la conoscenza e i benefici.

Resta a noi cittadini l’onere più grande, quello di diffondere la cultura di pensare al domani, iniziando a risparmiare oggi. Siamo nel luogo adatto per dare nuova linfa e accelerare i processi di educazione finanziaria che abituano l’individuo a pensare al futuro, nel modo più adatto a ciascuno di noi.

Si tratta di comprendere il valore che avrà un domani il denaro risparmiato oggi, di ridurre o azzerare i debiti nell’età in cui non si svolgerà alcuna attività lavorativa, di conoscere e valutare il terzo pilastro o più in generale gli strumenti, di investimento o assicurativi, adatti alla creazione di rendite o alla riduzione del rischio in generale.

Si tratta anche di tutelare maggiormente la propria salute oggi così da ridurre sensibilmente la spesa per le spese mediche nella terza età.

A complicare uno scenario già molto articolato, lo shock determinato dalla pandemia. Su questo e sui suoi effetti sui sistemi pensionistici si focalizzerà la discussione odierna.

Oggi abbiamo la fortuna di ascoltare il punto di vista degli esponenti italiani più autorevoli in materia, sia in campo pubblico che privato. E’ un dono prezioso e per me è un privilegio cedere la parola al Governatore Visco.

Ma non prima di aver augurato a tutti gli ascoltatori, in particolare ai giovani, di provare la gioia e la serenità di essere previdenti.


Programma | Gli stati Generali delle Pensioni, 4 novembre 2020



Ritornare alla pagina precedente

Ultimo aggiornamento: 4. novembre 2020
Copyright © 2020 Deutsche Bank SpA - Piazza del Calendario, 3 - 20126 Milano. Tel:02.40241-Fax:02.4024.2636 PEC: dbspa3@actaliscertymail.it - P.IVA:01340740156. Iscriz. Registro Unico Intermediari n°D000027178 (servizi.ivass.it/RuirPubblica). Soggetta alla vigilanza IVASS