Josef Ackermann, speaker d’eccezione all’Università Bocconi

29 febbraio 2012 │ Milano

Il CEO di Deutsche Bank ha illustrato quali cambiamenti l'Europa e la sua industria finanziaria dovranno affrontare per allinearsi ai nuovi scenari economici



L’Europa e il suo settore finanziario hanno dovuto affrontare profondi cambiamenti negli ultimi anni e oggi si apprestano ad adattarsi a una nuova realtà, ha affermato Josef Ackermann, Chairman del Management Board e del Group Executive Committee di Deutsche Bank, durante il suo intervento presso l’Università Bocconi di Milano, tenutosi lo scorso 20 febbraio.

La conferenza, che ha visto la presenza di oltre 500 partecipanti tra cui studenti ed esponenti di primo piano del mondo finanziario ed industriale italiano, si inserisce nella partnership strategica siglata nel 2010 tra Deutsche Bank e il prestigioso Ateneo milanese.

“Questa partnership rappresenta un’ulteriore e chiara espressione della nostra fiducia verso l’Italia, nel cui futuro investiamo attraverso borse di studio dedicate agli studenti meritevoli e con il supporto a importanti progetti di ricerca”, ha dichiarato il numero uno di Deutsche Bank.

Dopo il saluto di benvenuto di Guido Tabellini, Rettore dell’Università Bocconi, e l’introduzione di Francesco Saita, Dean della Graduate School dell’Ateneo, Josef Ackermann ha delineato i principali eventi che hanno interessato l’Europa e la sua industria finanziaria negli ultimi anni.

“La crisi finanziaria e i conseguenti cambiamenti richiesti dai mercati e dai regulators hanno generato un riadattamento del sistema finanziario nel suo complesso. Per l’Europa, in primo luogo va affrontata la crisi del debito sovrano che ha perso il suo status di “risk-free asset class”.

Ackermann ha, inoltre, spiegato come il settore finanziario apparirà nei prossimi anni decisamente differente rispetto a come era prima del 2007, con conseguenti impatti sul sistema economico nel suo complesso.

“Durante la mia carriera, ho avuto esperienza di numerose crisi che si sono in seguito rivelate punti di svolta e di miglioramento. Deutsche Bank e la Germania ne sono un esempio: entrambe sono uscite più forti e solide dalle profonde riforme che hanno dovuto mettere in atto. Sono, quindi, fermamente convinto che l’Europa e la sua industria finanziaria possano fare lo stesso”, ha concluso Ackermann.


Ultimo aggiornamento: 29. febbraio 2012
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