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mercoledì 29 marzo 2017

Presentazione catalogo “Images of Italy” - Deutsche Bank Collection

• “Immagini d’Italia”: il fil rouge della collezione italiana d’arte contemporanea della Banca attraverso la voce degli artisti Vincenzo Castella e Giovanni Chiaramonte
• Gli esperti si confrontano sul tema “Il coraggio di collezionare. Le opportunità e le sfide degli investimenti in arte”

A dieci anni dall’inaugurazione della sezione italiana della Deutsche Bank Collection, la collezione di arte contemporanea della Banca, fa il suo debutto editoriale il nuovo catalogo “Images of Italy” (Immagini d’Italia) che raccoglie le oltre 600 opere presenti nelle sedi della Banca in Italia, a Milano e a Roma.

Un “Grand Tour” contemporaneo nel nostro Paese attraverso l’arte e alcuni dei suoi maggiori esponenti presentato il 29 marzo 2017 presso l’Auditorium di Deutsche Bank a Milano (via Turati 27) in occasione di una conferenza dedicata alle prospettive del collezionismo “Il Coraggio di collezionare – Le opportunità e le sfide degli investimenti in arte”, cui sono intervenuti alcuni dei più illustri rappresentanti della scena artistica nazionale e internazionale.

A dare il benvenuto alla platea è stato Flavio Valeri, Chief Country Officer Italia di Deutsche Bank, a cui è seguito l’intervento di presentazione del catalogo di Claudia Schicktanz, Senior Curator della Deutsche Bank Collection.

“L’arte è uno stimolo in grado di mettere in discussione il modo che le persone hanno di vedere e comprendere la realtà, aprendo nuove prospettive e stimolandone la creatività. E la creatività è parte integrante della cultura aziendale di Deutsche Bank, in tutto il mondo. Attraverso la Fondazione Deutsche Bank Italia realizziamo progetti sociali ed educativi volti a creare opportunità per le persone in difficoltà e a valorizzare le eccellenze del territorio, incluse quelle artistiche”, commenta Flavio Valeri.

“Il titolo del catalogo ‘Images of Italy’ si inscrive nella visione globale della Deutsche Bank Collection, che rivolge sempre la propria attenzione alla scena artistica locale per stimolare un confronto dialettico con le espressioni internazionali – dichiara Claudia Schicktanz - Al contempo gli allestimenti di Milano e Roma riflettono anche le principali aree di interesse su cui si concentra la collezione: la fotografia e le opere su carta. La carta si presta infatti più di qualsiasi altro supporto a registrare idee e concetti: è lo strumento di cui l’arte si serve per presentare modi di vedere nuovi e alternativi”.

Presenti all’evento anche gli artisti Vincenzo Castella e Giovanni Chiaramonte che hanno raccontato la personale esperienza con la committenza Deutsche Bank e il loro contributo ad una delle collezioni corporate di arte contemporanea più vaste ed apprezzate al mondo.

“#02 Milano, che è visibile nell’atrio di questo bellissimo edificio, rappresenta la mia idea di costruzione dell’immagine, priva di soggettiva. Si inserisce nei lavori sulle città dei quali mi occupo dalla fine degli anni Novanta in cui l’unità di misura sono per l’appunto gli edifici che compongono l’immagine. Il Duomo con le sue guglie, le cupole di vetro della Galleria Vittorio Emanuele II, la Torre Velasca sono gli elementi del linguaggio che rappresenta la città. Una cifra stilistica in linea con la collezione Deutsche Bank che ha scelto di commissionarmi quest’opera nel 2012 in occasione dell’inaugurazione della sede di Turati nel palazzo de “La Serenissima”. La lungimiranza della collezione DB è anche e soprattutto nell’insorgenza di interesse verso lavori minori quale parte di un processo creativo costituendo quindi le tracce che portano all’opera definitiva, un materiale di percorso che rende così la collezione veramente esplorabile."  -  ha introdotto così il tema Vincenzo Castella.

"E’ stato un onore per me accettare l’incarico richiesto da Deutsche Bank per la sede romana in Piazza Santi Apostoli. Dopo l’incontro con Claudia Schicktanz e la visita alla vastissima collezione della banca a Francoforte, mi sono riconosciuto nella committenza che dà spazio ai diversi utilizzi della fotografia credendo nel progetto e di conseguenza anche nella mia specifica poetica. Una poetica tesa a raccontare l’evento quale emozione e dimensione temporale attraverso la presenza dell’uomo. La ricerca del momento (l’istante che permane, perché dotato di un valore che rimane per sempre), della luce e non ultimo del luogo che potesse rappresentare in uno scatto la Roma storica e contemporanea è durata circa 4 mesi, spesi appunto a catturare l’imprevedibile per il Dittico di Porta Maggiore." – aggiunge Giovanni Chiaramonte.

Singolare esempio di mecenatismo culturale, Deutsche Bank Collection - nata a metà degli anni Settanta con l’obiettivo di promuovere l’arte e favorire lo scambio tra culture diverse - conta oggi oltre 60 mila opere e rappresenta una delle più importanti collezioni corporate a livello internazionale di arte contemporanea, esposta in 900 sedi dell’Istituto in tutto il mondo. La sezione italiana, inaugurata nel 2007, conta oggi oltre 600 opere. Un modello per molte altre collezioni e fonte di ispirazione per l’attuale dibattito “Il Coraggio di Collezionare - Le opportunità e le sfide degli investimenti in arte”, moderato da Pierluigi Panza, Corriere della Sera, a cui hanno contribuito personaggi di spicco del panorama dell’arte contemporanea italiana, come  il Prof. Ing. Luca Desiata, fondatore e presidente di pptArt, docente di Corporate Art LUISS Business School; Claudia Dwek Chairman Contemporary Art Europe Sotheby’s; Bartolomeo Pietromarchi, Direttore MAXXI, e Dolly Predovic in rappresentanza di ACACIA.

"La digitalizzazione nel mondo dell’arte ha senza dubbio migliorato la fruibilità di contenuti e luoghi, basti pensare alle gallerie d’arte online, ai tour virtuali in 3D delle principali collezioni, musei e luoghi d’interesse storico-artistico. La democratizzazione di internet ha contaminato anche il mercato dell’arte senza però avere un impatto diretto sugli acquisti.

Per compiere questo ulteriore passo in avanti è necessario rivedere l'arte su commissione in chiave digitale. PptArt, è per esempio, la prima piattaforma di crowdsourcing del settore, che offre un servizio di elaborazione di opere d’arte su richiesta. Uno strumento per aziende e privati che reintroduce il concetto rinascimentale di committenza.” - ha commentato il Prof. Ing. Luca Desiata.

Claudia Dwek ha portato la riflessione sui trend del settore: “Il mercato dell’arte contemporanea è in continua evoluzione, in particolare nell’ultimo decennio l’apertura verso nuovi mercati e artisti emergenti è stata nuova linfa nell’attività di compravendita. Ad esempio lo scorso giugno il Long Museum di Shanghai ha presentato per la prima volta in assoluto una mostra collettiva di sole artiste donne, dal titolo SHE per l’appunto. Evidenza che il mercato e i trend siano in forte trasformazione e non conoscano più frontiere.
 
"Per il MAXXI la collaborazione tra collezionisti, istituzioni e imprese ha un ruolo fondamentale. Ad esempio l’iniziativa Expanding the Horizons rappresenta concretamente lo sforzo congiunto nella promozione e diffusione delle Arti grazie alla donazione di opere d’arte contemporanea alla nostra collezione permanente da parte sia di aziende sia di privati. A seguire, avvieremo inoltre una riorganizzazione della nostra collezione volta a restituirle centralità all’interno dell’area espositiva del museo rendendo evidente il lavoro svolto insieme ai nostri partner, primo fra tutti proprio Deutsche Bank." - ha chiosato Bartolomeo Pietromarchi.

“Ogni collezione nasce dalla passione del suo autore e si arricchisce seguendo un fil rouge ben preciso. Questa idea rispecchia esattamente il lavoro svolto da Deutsche Bank per la sua collezione, una ricerca minuziosa e coerente che fa della stessa una delle più grandi raccolte corporate d’arte contemporanea, fruibile da tutti data l’esposizione permanente presso le sedi principali, come il Quartier Generale della Banca in Bicocca. Con l’associazione ACACIA, nata per volere di Gemma Testa, noi collezionisti milanesi ci proponiamo quali promotori di sinergie virtuose con le istituzioni pubbliche, ad esempio nostra collezione è esposta presso il Museo del ‘900, al fine di diffondere l’arte e la cultura dando spazio alla condivisione e alla fruizione anche delle nostre collezioni private." - commenta Dolly Predovic.

Un’occasione unica di riflessione e sguardo al futuro fatto di innvoazione e crescenti sinergie tra pubblico e privato al fine di promuovere l’arte contemporanea presso un pubblico vasto alla scoperta di nuovi orizzonti ed idee.

 “Images of Italy”, immagini italiane, dunque, di un Paese visto e letto con occhi contemporanei, unico e appassionante metodo per vivere l’oggi e il domani.

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